Borgo Vittorio Emanuele, 22 03020 Giuliano di Roma (FR) - Tel. 0775.699016 Fax 0775.699689 - indirizzo e-mail : comune.giuliano@libero.it
 
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Nel 1420 Sveva Caetani sposò Lorenzo Colonna e gli portò in dote alcune terre tra cui Giuliano.

Suo fratello, Francesco Caetani, attraverso un falso testamento tolse Giuliano a Sveva, la quale si rivolse alla Camera Apostolica e riuscì a riottenerlo.

Nel 1501 Alessandro VI diede Giuliano al fanciullo Rodrigo D’Aragona, figlio di Lucrezia Borgia (quindi suo nipote), ma alla morte del Papa (1503) ritornò ai Colonna.

Il loro governo durò ininterrottamente fino al 1816, con l’esclusione degli anni 1541-49 e 1556-62, quando fu loro confiscato rispettivamente da Paolo III e Paolo IV.

Fu in questi tre secoli che l’abitato di Giuliano assunse l’aspetto che ha tuttora.

I Colonna ampliarono e modificarono il castello dei conti di Ceccano e sul finire del 1700, con il venire meno delle esigenze difensive, cedettero il castello alla comunità locale che lo demolì per costruire la chiesa parrocchiale denominata Santa Maria Maggiore.

Restò in piedi solo il maschio che funge tuttora da campanile. Anche le mura che circondavano l’abitato persero l’importanza che avevano un tempo e vi furono costruite sopra le abitazioni.

Sul finire del 1700 Giuliano subì, come tutto lo Stato Pontificio, l’occupazione francese e il 28 febbraio 1798 vi fu proclamata la repubblica romana.

Fra le memorie popolari vi è quella di una colonia ebraica inviata al paese da un imprecisato papa; di essa sono rimasti alcuni cognomi fra gli abitanti e due toponimi del centro storico: la Giudea e il Vicolo del Ghetto.

La vita di Giuliano in Campagna — così era denominato nell’età moderna — scorreva senza grandi accadimenti: all’inizio dell’Ottocento si registra la presenza del brigantaggio che, appoggiato da diversi giulianesi, imperversava nella zona.

Giuliano diede i natali ai capobanda Masocco Luigi e Rita Giovanni, che facevano parte della banda di Antonio Gasbaroni, ed a molti altri brigantiNel 1816 furono aboliti i diritti feudali nello Stato Pontificio e Giuliano passò alle dirette dipendenze di Roma.

I beni di casa Colonna furono acquistati dai membri delle famiglie più abbienti, che ricoprivano gli incarichi più importanti nella comunità e dal Comune.

Con la presa di Roma del 1870, Giuliano entrò a far parte del Regno d’Italia e prese la denominazione di Giuliano di Roma, perché rientrante nella provincia di Roma.Sul finire dell’Ottocento e l’inizio del Novecento molti giulianesi emigrarono in cerca di lavoro, soprattutto verso le Americhe.

Questo fenomeno interessò Giuliano fino agli anni sessanta.

Il 13 gennaio 1915 il paese fu danneggiato dal terremoto di Avezzano; crollò il timpano della chiesa parrocchiale, causando la morte di una donna e del suo bambino.

Qualche mese più tardi l’Italia entrò nella prima guerra mondiale e dei molti giulianesi chiamati alle armi quarantatré non fecero più ritorno.

Nel 1927 Frosinone diventò provincia e Giuliano ne entrò a far parte pur conservando la specificazione "di Roma".

Nel 1940 scoppiò la seconda guerra mondiale che portò lutti e rovine tra la popolazione.

A partire dal 6 novembre 1943, le truppe corazzate tedesche della Divisione Goering sostarono nel territorio di Giuliano ed operarono spietati rastrellamenti per fornire di manodopera il fronte di Cassino.

Nel gennaio 1944 le truppe tedesche lasciarono momentaneamente Giuliano, allarmati dallo sbarco effettuato dagli alleati ad Anzio.

Ma ai primi di febbraio essi tornarono numerosi. Il 23 maggio il paese subì un bombardamento alleato che provocò la morte di un’intera famiglia e danni alle abitazioni.

A fine maggio ci furono violenti scontri tra i soldati tedeschi e le truppe di colore del corpo di armata francese, le quali avanzando effettuarono saccheggi e violenze, soprattutto verso le donne.

Il 29 maggio 1944 si ritirarono gli ultimi soldati tedeschi e finì la guerra per i giulianesi. In tutto furono diciannove i civili morti, oltre a venti soldati morti nei vari fronti e diversi dispersi.

Nel dopoguerra Giuliano ha iniziato una lenta ripresa; si è verificata un’espansione urbanistica che ha interessato sia le zone attigue il centro storico sia le campagne.

Sono state costruite molte opere pubbliche indispensabili alla popolazione come le scuole, l’acquedotto, sono state asfaltate ed illuminate molte strade.

Questi ed altri provvedimenti, uniti allo sviluppo economico dell’Italia ed in particolare della Ciociaria, hanno cambiato radicalmente la vita del paese, che è passato da un’economia prettamente agricola e pastorale ad una basata sul settore terziario e l’industria

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