Giuliano
di Roma è situato ai confini occidentali della
provincia di Frosinone, a cavallo del passo della Palombara
che segna lo spartiacque fra la valle del Sacco e quella
dell’Amaseno.
Il nome deriva dal medioevale Castrum luliani a cui,
dopo l’unità d’Italia, è stato
aggiunto il richiamo alla provincia romana da cui dipendeva
il comune.
Dalla Cronaca di Fossanova si hanno altre notizie
riguardanti il XII secolo: nel 1151 il papa Eugenio III
sostò per qualche mese a Giuliano, organizzando
da qui spedizioni militari con le quali recuperò Terracina,
Sezze e Norma.
Nel 1165 il paese fu saccheggiato due
volte: prima dalle truppe di Federico Barbarossa che
si opponeva al papa Alessandro III e poi dalle truppe
papali che grazie all’aiuto di Guglielmo re di
Sicilia, ripresero il controllo del paese. Nel 1186 sostò per
nove giorni a Giuliano il figlio di Federico Barbarossa
(futuro Enrico VI).
Egli aveva organizzato una spedizione
militare contro il papa Urbano III, reo di essersi opposto
alle sue nozze con Costanza, erede al trono di Sicilia.
Nel 1187 Giuliano passò alle dirette dipendenze
del papa e vi rimase fino all’elezione di Innocenzo
III (1198), il quale era legato da rapporti di parentela
con la famiglia dei conti di Ceccano, ed in cambio del
loro appoggio gli restituì le terre.
A Testimonianza
dei loro buoni rapporti c’è la sosta che
Innocenzo III fece a Giuliano nel 1208, mentre si recava
nell’abbazia di Fossanova.
Il conte Giovanni da
Ceccano organizzò per lui banchetti e tornei,
dei quali la cronaca di Fossanova fornisce una precisa
descrizione.
Oggi l'Associazione Pro - Loco organizza
nel mese di agosto la rievocazione storica dell'evento.
Dalle visite di Papi e imperatori nel castello di Giuliano
si può dedurre che nel XII secolo esso doveva
offrire tutti i “comfort” richiesti in simili
occasioni, cioè rifornimenti per le truppe, facilità di
movimento per i corrieri, possibilità di rapide
comunicazioni con Roma e con gli altri centri più importantiI
Conti di Ceccano, conosciuti anche come Annibaldi, restarono
i signori di Giuliano per tutto il XIII e per buona parte
del XIV secolo, finché non entrarono in contrasto
con i Caetani.
Questi ultimi avevano accresciuto il loro
potere nel XIV secolo grazie al pontificato di Bonifacio
VIII, ed in seguito al trasferimento della curia papale
ad Avignone, lottarono con i Conti di Ceccano ed i Colonna
per il controllo della Campagna e della Marittima.
Giuliano
era un possedimento ambito perché il suo castello,
situato in posizione strategica, permetteva il controllo
della Via Marittima nel passaggio tra la valle del Sacco
e quella dell’Amaseno, che in quegli anni, a causa
dell’impraticabilità della via Appia, era
un passaggio obbligatorio per chi da Roma voleva dirigersi
a Terracina, Gaeta o nel Napoletano.
Nella seconda metà del
XIV secolo scoppiarono lotte intestine tra i Conti di
Ceccano, di cui approfittarono i Caetani. Giuliano subì i
saccheggi di Francesco o "Cecco” da Ceccano,
che si opponeva a suo zio Tommaso, ed era appoggiato
da Niccolò Caetani di Fondi.
Nel 1403 Giuliano
fu soggetto direttamente alla Santa Sede, che vi nominò castellano
Luzio Saristari. Poi passò di nuovo agli Annibaldi
e attraverso un matrimonio, ancora ai Caetani.