Borgo Vittorio Emanuele, 22 03020 Giuliano di Roma (FR) - Tel. 0775.699016 Fax 0775.699689 - indirizzo e-mail : comune.giuliano@libero.it
 
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Giuliano di Roma è situato ai confini occidentali della provincia di Frosinone, a cavallo del passo della Palombara che segna lo spartiacque fra la valle del Sacco e quella dell’Amaseno.

Il nome deriva dal medioevale Castrum luliani a cui, dopo l’unità d’Italia, è stato aggiunto il richiamo alla provincia romana da cui dipendeva il comune.

Dalla Cronaca di Fossanova si hanno altre notizie riguardanti il XII secolo: nel 1151 il papa Eugenio III sostò per qualche mese a Giuliano, organizzando da qui spedizioni militari con le quali recuperò Terracina, Sezze e Norma.

Nel 1165 il paese fu saccheggiato due volte: prima dalle truppe di Federico Barbarossa che si opponeva al papa Alessandro III e poi dalle truppe papali che grazie all’aiuto di Guglielmo re di Sicilia, ripresero il controllo del paese. Nel 1186 sostò per nove giorni a Giuliano il figlio di Federico Barbarossa (futuro Enrico VI).

Egli aveva organizzato una spedizione militare contro il papa Urbano III, reo di essersi opposto alle sue nozze con Costanza, erede al trono di Sicilia.

Nel 1187 Giuliano passò alle dirette dipendenze del papa e vi rimase fino all’elezione di Innocenzo III (1198), il quale era legato da rapporti di parentela con la famiglia dei conti di Ceccano, ed in cambio del loro appoggio gli restituì le terre.

A Testimonianza dei loro buoni rapporti c’è la sosta che Innocenzo III fece a Giuliano nel 1208, mentre si recava nell’abbazia di Fossanova.

Il conte Giovanni da Ceccano organizzò per lui banchetti e tornei, dei quali la cronaca di Fossanova fornisce una precisa descrizione.

Oggi l'Associazione Pro - Loco organizza nel mese di agosto la rievocazione storica dell'evento.

Dalle visite di Papi e imperatori nel castello di Giuliano si può dedurre che nel XII secolo esso doveva offrire tutti i “comfort” richiesti in simili occasioni, cioè rifornimenti per le truppe, facilità di movimento per i corrieri, possibilità di rapide comunicazioni con Roma e con gli altri centri più importantiI Conti di Ceccano, conosciuti anche come Annibaldi, restarono i signori di Giuliano per tutto il XIII e per buona parte del XIV secolo, finché non entrarono in contrasto con i Caetani.

Questi ultimi avevano accresciuto il loro potere nel XIV secolo grazie al pontificato di Bonifacio VIII, ed in seguito al trasferimento della curia papale ad Avignone, lottarono con i Conti di Ceccano ed i Colonna per il controllo della Campagna e della Marittima.

Giuliano era un possedimento ambito perché il suo castello, situato in posizione strategica, permetteva il controllo della Via Marittima nel passaggio tra la valle del Sacco e quella dell’Amaseno, che in quegli anni, a causa dell’impraticabilità della via Appia, era un passaggio obbligatorio per chi da Roma voleva dirigersi a Terracina, Gaeta o nel Napoletano.

Nella seconda metà del XIV secolo scoppiarono lotte intestine tra i Conti di Ceccano, di cui approfittarono i Caetani. Giuliano subì i saccheggi di Francesco o "Cecco” da Ceccano, che si opponeva a suo zio Tommaso, ed era appoggiato da Niccolò Caetani di Fondi.

Nel 1403 Giuliano fu soggetto direttamente alla Santa Sede, che vi nominò castellano Luzio Saristari. Poi passò di nuovo agli Annibaldi e attraverso un matrimonio, ancora ai Caetani.

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