Giovanni
Allegretti, uno dei maggiori esperti in materia definisce
il bilancio partecipativo come un "processo decisionale
che consiste in un'apertura della macchina istituzionale
alla partecipazione diretta ed effettiva della popolazione
nell'assunzione di decisioni sugli obiettivi e sulla
distribuzione degli investimenti pubblici".
Il
bilancio partecipativo è dunque un processo
volontario, non previsto da leggi, che le amministrazioni
mettono in essere per condividere con i Cittadini e tutti
i portatori di interesse presenti in un territorio (associazioni,
imprese e altri enti) le scelte di ripartizione delle
risorse finanziarie destinate alla realizzazione di servizi
e investimenti.
Attraverso incontri organizzati in gruppi tematici
gli stakeholder (cittadini, associazioni e altri enti)
sono chiamati ad esprimere le loro preferenze sugli
obiettivi delle politiche di settore previsti nel bilancio.
Gli incontri sono anche l'occasione in cui emergono
esigenze che gli stakeholder sentono come prioritarie
per il miglioramento dei rapporti con l'ente, oltre
che un' occasione di raccolta di informazioni su possibili
obiettivi futuri.
Il Bilancio partecipativo è quindi processo,
strumento e spazio in cui si deve poter ricostruire
nel tempo e in maniera collettiva il concetto di "bene
comune", trasformando le tensioni in un progetto
condiviso improntato al dialogo con le istituzioni.
Prende forma di documento contabile, ma è soprattuto
il luogo dove cittadini e istituzioni costruiscono
insieme la gerarchizzazione delle priorità di
spesa di un'amministrazione.
Progetti
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